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Amsterdam, 1688 · Filosofare sui Mercati, 2026
Confusion de
Confusiones
El primer libro sobre los mercados financieros
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Joseph Penso de la Vega
Sefardita · Mercante · Speculatore · Amsterdam, 1688

338 anni fa, un poeta ebreo sefardita scrisse il primo libro della storia sulla borsa valori.
Ogni parola vale ancora oggi.

01 / 11 · L'Autore

Un poeta
in Borsa

Joseph Penso de la Vega nacque intorno al 1650 ad Amsterdam, figlio di una famiglia ebrea sefardita fuggita dall'Inquisizione spagnola. A diciassette anni scriveva già drammi in ebraico. La famiglia lo destinava al rabbinato. Lui scelse la finanza.

1602
La Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) viene fondata. Le sue azioni iniziano subito a scambiarsi sul mercato secondario — nasce la prima borsa moderna della storia.
1650 ca.
Nasce de la Vega ad Amsterdam, capitale finanziaria del mondo.
1688
Pubblica Confusion de Confusiones. Lo stesso anno i mercati crollano. Lui e i suoi tre personaggi perdono denaro. Il libro descrive questa esperienza con lucidità straordinaria.
1692
Muore. Il libro rimane nell'oscurità per due secoli, finché il Novecento — e il boom delle borse — lo riscopre come un capolavoro senza tempo.
Si dice che avesse fatto e perso una fortuna per cinque volte. Sapeva quindi di cosa scriveva. — Sotheby's, sulla prima edizione originale
02 / 11 · Il Libro

Un dialogo
tra tre voci

Il libro è strutturato come quattro dialoghi tra tre personaggi: il Filosofo (curioso, ignaro dei mercati), il Mercante (pragmatico, interessato ai guadagni) e l'Azionista (l'esperto, che spiega le regole del gioco). Scritto in spagnolo, ad Amsterdam, dalla comunità sefardita portoghese.

Tre tipologie di operatori — riconoscibili ancora oggi

I
I "Signori Finanziari" — i veri investitori. Non si interessano alle fluttuazioni di prezzo. Vogliono i dividendi e basta. Il valore più alto delle azioni è per loro "un godimento immaginario".
II
I Mercanti — cercano guadagni in conto capitale, osservano le notizie, cercano di anticipare i movimenti. Preferiscono guadagnare poco ma con relativa sicurezza.
III
Gli Speculatori e i Giocatori — la folla del "get rich quick", con schemi per muovere i prezzi a proprio vantaggio. Il gioco li consuma.
«…questo enigmatico business che è al tempo stesso il più giusto e il più fraudolento d'Europa, il più nobile e il più infame del mondo… una pietra di paragone per gli intelligenti e una pietra tombale per gli audaci.» — de la Vega, 1688
03 / 11 · Il Titolo

La VOC:
il primo titolo
della storia

L'intero libro ruota attorno alle azioni della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC), fondata nel 1602. Era l'unico titolo azionario rilevante sulla piazza di Amsterdam. Era, di fatto, l'unico mercato azionario del mondo.

La performance straordinaria: dalla fondazione (1602) alla pubblicazione del libro (1688), i dividendi cumulati ammontavano al 1.482,5%, mentre il prezzo dell'azione si era quintuplicato. De la Vega la paragona a un albero della vita: chi si accontenta dei frutti senza strappare le radici prospera. Chi specula, no.

Nel 1683 la domanda era così alta che furono create le "azioni ducaton" — frazioni di azioni per rendere accessibile il titolo ai piccoli investitori. Suona familiare? È esattamente il meccanismo delle azioni B di Berkshire Hathaway, inventato nel 1996 — 313 anni dopo.

I frazionamenti azionari, l'accesso democratico ai mercati, la volatilità dei derivati: de la Vega li aveva già visti tutti nel 1688.

Le azioni ducaton creavano un differenziale rispetto alle azioni intere — un'opportunità di arbitraggio per chi aveva i capitali. Anche questa dinamica è identica ai premi/sconti degli ETF rispetto al NAV.

04 / 11 · Le Regole d'Oro

Le quattro regole
dello speculatore

Attraverso il personaggio dell'Azionista, de la Vega enuncia quattro principi per operare sui mercati. Sono stati scritti 338 anni fa. Potrebbero essere pubblicati domani su qualsiasi blog finanziario serio.

Le quattro regole — 1688

1
Non dare mai a nessuno il consiglio di comprare o vendere azioni. Perché anche il consiglio più benevolo, quando l'acume si indebolisce, può andare a male. → Ogni consulente responsabile lo sa: il rischio di controparte nell'advice è reale. MiFID II esiste per questo.
2
Prendi ogni guadagno senza mostrare rimpianto per i profitti mancati, perché un'anguilla può sfuggirti più in fretta di quanto pensi. → Il disposition effect in forma poetica: tagliare i guadagni troppo presto e lasciare correre le perdite troppo a lungo. Ancora il bias numero uno degli investitori retail.
3
I profitti in borsa sono i tesori dei folletti. A volte rubini, poi carbone, poi diamanti, poi pietra focaia, poi rugiada mattutina, poi lacrime. → La volatilità e l'impermanenza dei guadagni non realizzati: mark-to-market non è denaro in banca. Lezione dimenticata da ogni generazione.
4
Chi vuole vincere in questo gioco deve avere pazienza e denaro. Chi sa sopportare i colpi senza spaventarsi somiglia al leone che risponde al tuono con un ruggito. → La liquidità come arma strategica. Buffett non ha inventato nulla: tenere la polveriera asciutta è saggezza millenaria.
05 / 11 · Il Tema Centrale

I guadagni
che sfuggono
come anguille

«Prendi ogni guadagno senza mostrare rimpianto per i profitti mancati, perché un'anguilla può sfuggirti più in fretta di quanto pensi.» — de la Vega, Regola II, 1688

Questa è forse la frase più potente del libro. In cinque parole, de la Vega descrive il meccanismo psicologico che distrugge più portafogli di qualsiasi crollo di mercato: l'incapacità di realizzare il guadagno.

Non è la volatilità il nemico. Sei tu, quando guardi il tuo portafoglio salire e pensi: «aspetto ancora un po'.»

Il problema non è solo l'avidità. È la struttura della mente umana: siamo programmati per sopravvivere, non per ottimizzare i rendimenti. Il dolore per una perdita è neurologicamente più intenso del piacere per un guadagno equivalente — Kahneman e Tversky lo dimostrarono nel 1979. De la Vega lo aveva capito 291 anni prima.

L'anguilla come metafora definitiva: il pesce più scivoloso dell'Adriatico. Ce l'hai in mano. La stringa e sfugge. Ogni investitore conosce quella sensazione: il titolo che era a +40%, che hai deciso di tenere ancora, e che hai venduto a +8% dopo sei mesi di discesa.

La soluzione non è semplice. De la Vega non propone una formula magica. Propone umiltà e metodo: definisci prima dove esci, poi eseguì senza rimpianti. Un piano scritto prima dell'acquisto vale più di qualsiasi analisi tecnica.

06 / 11 · Finanza Comportamentale

Il primo
behavioral
economist

Un paper accademico del 2014 pubblicato sul Journal of Behavioral Finance sostiene formalmente che de la Vega debba essere considerato il primo precursore della finanza comportamentale moderna. Kahneman ha vinto il Nobel nel 2002. De la Vega aveva già descritto gli stessi fenomeni nel 1688.

Herding · Gregge

«Poiché ci sono tante persone che non possono aspettare di seguire la tendenza prevalente, non mi sorprende che un piccolo gruppo diventi un esercito.»

Overconfidence · Eccesso di fiducia

Lo speculatore si convince di avere informazioni migliori degli altri. In realtà il mercato sa già tutto. De la Vega descrive la sfilata dei "profeti" che indovinano per caso e vengono poi seguiti ciecamente.

Disposition Effect

La regola dell'anguilla (Regola II) è la descrizione letteraria più potente del disposition effect mai scritta: vendere i vincenti troppo presto, tenere i perdenti troppo a lungo.

Overreaction · Reazione eccessiva

«L'aspettativa di un evento crea un'impressione molto più profonda sulla borsa dell'evento stesso.» — Anticipazione e poi delusione: il classico "buy the rumor, sell the news".

Regret Aversion · Rimpianto

I perdenti tornano a scommettere immediatamente per recuperare. «L'emozione ha più potere dell'avvertimento dei proverbi; la credulità e la seduzione non possono essere prevenute.»

Trading Eccessivo

De la Vega descrive i giocatori che operano compulsivamente, convinti che l'attività generi rendimento. Barber e Odean lo dimostreranno con i dati nel 2000: i trader più attivi underperformano sistematicamente.

07 / 11 · Notizie e Prezzo

Le notizie
sono già
nel prezzo

338 anni prima dell'Efficient Market Hypothesis di Fama (1970), de la Vega aveva già intuito il meccanismo fondamentale: i mercati scontano le aspettative, non gli eventi.

«L'aspettativa di un evento crea un'impressione molto più profonda sulla borsa dell'evento stesso.» — de la Vega, 1688
«Per quest'ultima ragione, le notizie [in quanto tali] sono spesso di poco valore, poiché forze contrastanti [possono] operare nella direzione opposta.» — de la Vega, 1688
Quante volte abbiamo visto un'azienda pubblicare utili magnifici e il titolo scendere del 10%? De la Vega lo sapeva già.

I mercati di Amsterdam del 1688 non erano meno efficienti di quelli di oggi nel prezzare le aspettative. Le "notizie" che circolavano — spesso false o manipolate — creavano movimenti di prezzo prima che l'evento accadesse. Quando l'evento si materializzava, il mercato aveva già esaurito il carburante della sorpresa.

De la Vega descrive anche le 12 forme di manipolazione praticate dai gruppi di speculatori: schemi coordinati per spingere i prezzi su o giù. È il mercato pre-SEC americano ante litteram. Alcune pratiche sono illegali oggi. Molte, camuffate, sopravvivono.

08 / 11 · Strumenti

Tori, Orsi,
Opzioni
e Futures

Il vocabolario finanziario moderno è già tutto presente nel 1688. De la Vega descrive con precisione strumenti che consideriamo "moderni".

Gli strumenti descritti nel 1688

Bulls e Bears — tori e orsi già esistevano come categorie distinte. De la Vega li vede come i due poli necessari del mercato, ma avverte: chi rimane rigidamente toro o rigidamente orso è destinato a perdere. Bisogna saper giocare entrambi i ruoli.
Opsies (Opzioni) — put e call già funzionavano nel 1688: «attraverso il pagamento di premi, si cedono valori per salvaguardare le proprie azioni o ottenere un profitto. Si usano come vele per un viaggio felice e come ancora di sicurezza in una tempesta.»
Forward e Futures — contratti a consegna differita con date di regolamento mensili. De la Vega descrive il rischio di controparte con esattezza moderna.
%
I tassi bassi come propulsore — nel 1688 i tassi erano al 3% (2,5% con collaterale). De la Vega osserva che i ricchi, non trovando rendimenti adeguati nei prestiti, si riversavano sulle azioni. Suona familiare? 2010-2021, ZIRP.
«La caduta dei prezzi non deve avere un limite, e ci sono anche possibilità illimitate di rialzo.» — La simmetria asimmetrica del rischio, 1688.
09 / 11 · 1688 vs 2026

Cosa è
cambiato
in 338 anni?

La risposta onesta: la tecnologia è cambiata. La psicologia umana no.

De la Vega, 1688 I mercati oggi, 2026
Un solo titolo: la VOC Decine di migliaia di titoli globali, ETF, criptovalute
Tasso al 3% spinge verso le azioni ZIRP 2010-2022 ha gonfiato ogni asset class allo stesso modo
Notizie false e manipolazioni coordinate (12 schemi) Pump & dump su social media, fake news, AI-generated rumors
Il gregge segue la tendenza prevalente Meme stocks, GameStop, WallStreetBets — il gregge digitale
Opzioni ("opsies") come copertura e speculazione Mercato delle opzioni 0DTE da trilioni di dollari al giorno
Azioni frazionate (ducaton shares) per i piccoli Fractional shares su Robinhood, eToro, Degiro
Speculatori che perdono e tornano subito La finanza comportamentale stima gli stessi pattern con i dati
«L'anguilla sfugge più in fretta di quanto pensi» Il disposition effect è ancora il bias più documentato nei retail
«Lo speculatore combatte il suo stesso buon senso, lotta contro la sua stessa volontà, contrasta la sua stessa speranza, agisce contro il suo stesso comfort, ed è in conflitto con le sue stesse decisioni.» — de la Vega, 1688 · Potrebbe essere scritto da Kahneman, 2011
10 / 11 · I Consigli

Dieci lezioni
da 338 anni fa
per oggi

I consigli di de la Vega — attualizzati

1
Non dare consigli finanziari a nessuno. Il rischio legale, morale e relazionale supera sempre il beneficio percepito. Vale nel 1688. Vale nel 2026.
2
Definisci il target di uscita prima di comprare. L'anguilla sfugge quando sei emotivamente attaccato al titolo. Il piano scritto prima è l'unica ancora razionale.
3
I profitti non realizzati non sono denaro. «I tesori dei folletti» cambiano forma ogni giorno. Conta solo ciò che hai venduto.
4
Pazienza e liquidità sono armi offensive, non difensive. Chi ha polveriera asciutta in un crollo compra dai capitolati. Questa è l'unica certezza statistica del mercato.
5
Le notizie sono già nel prezzo. Non comprare su una buona notizia. Il mercato ha già scontato ciò che tutti sanno. Cerca ciò che nessuno ha ancora visto.
6
Riconosci quando sei nel gregge. Se tutti stanno comprando lo stesso titolo, chiedi perché sei tu quello con il vantaggio informativo. Probabilmente non ce l'hai.
7
Non essere né sempre toro né sempre orso. Il mercato premia la flessibilità, non la fedeltà ideologica. Chi dice «sono long di lungo periodo» sulla posizione sbagliata si sta solo raccontando una storia.
8
Attenzione ai tassi bassi che gonfiamo ogni cosa. Quando il denaro non rende nulla, ogni asset diventa attraente per esclusione. Ma la gravità finanziaria torna sempre.
9
L'eccesso di trading distrugge il rendimento. Ogni transazione ha un costo — commissioni, bid-ask spread, impatto fiscale. De la Vega descriveva i compulsivi del 1688 con pietà. Oggi si chiamano day trader.
10
Accetta che il mercato sia irrazionale più a lungo di quanto tu possa rimanere solvibile. De la Vega lo sapeva. Keynes lo disse. Il mercato dà torto ai razionali per anni prima di dar loro ragione.
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La Confusione
non è mai finita.

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«Ci sono innumerevoli persone guidate da sogni, altre da profezie, queste da illusioni, quelle da stati d'animo, e innumerevoli uomini da chimere.» — Joseph de la Vega, 1688 · Vale ancora ogni giorno di borsa

De la Vega scrisse il suo libro dopo aver perso denaro nel crollo del 1688. Non per lamentarsi. Per capire. E per avvertire chi sarebbe venuto dopo di lui — anche 338 anni dopo.

Finanza Comportamentale Storia dei Mercati Amsterdam 1688 VOC Psicologia dell'Investitore